mercoledì 12 novembre 2008

Intervista a Enrico Belinelli


Oggi sono fiero di pubblicare un'intervista rilasciata in esclusiva per il mio blog da Enrico Belinelli, fratello nonchè procuratore del noto cestista dell'NBA Marco Belinelli. Per me è un onore poter dedicare uno spazio nel mio blog a un grande giocatore quale Marco attraverso le parole di Enrico del quale stimo i risultati professionali e con cui ho avuto la possibilità di entrare in confidenza.

Marco Belinelli non è solo un grande giocatore ma è anche un grande compaesano e quasi coetaneo (solo due anni di differenza ci separano). Penso che qualunque Persicetano vada fiero di questo ragazzo e delle sue imprese, ma la cosa più bella è vedere come un ragazzo di 22 anni riesca a vivere come i suoi coetanei indipendentemente dalla sua professione e gli alti livelli di essa. Da questo punto di vista è degno di ammirazione da parte mia.

Grazie alla disponibilità di Enrico, cliccando di seguito potrete leggere domande e risposte della sua intervista.

Ciao Enrico, innanzitutto ti chiedo come ricordi la tua adolescenza e il tuo rapporto di allora con Marco, quando ancora era un bambino prodigio e tu il fratello maggiore.

Innanzitutto tra me e mio fratello c'è e ci sarà sempre un rapporto molto stretto, gli ho insegnato i primi fondamentali del basket e non immagini neppure quanti 1 contro 1 abbiamo fatto nel cortile di casa nostra...ovviamente chi vinceva prendeva in giro il perdente, quindi erano delle partite assai combattute...ma ti specifico che Marco non era un ragazzo prodigio, era un bambino che si vedeva che aveva qualcosa di speciale ma non potevo immaginare quello che poi e' diventato.

È il 1997 e la Virtus Bologna si interessa a Marco, allora militante nella Vis Basket Persiceto; Enrico è già il suo rappresentante o la trattativa viene portata avanti diversamente? In altre parole, sei già sulla strada di procuratore di Belinelli o è in questo momento che decidi di intraprendere quel percorso?

Quando la Virtus nel 1997 decise di prendere mio fratello non ero ancora il suo procuratore, nel senso che a mio avviso un ragazzo fino ai 18 anni, seppur bravo, non deve pensare ad avere un rappresentante o chissà cosa, ma deve giocare a basket per divertirsi e per crescere come persona attraverso lo sport. Se poi, come nel caso di mio fratello, al termine delle giovanili riesce ad emergere come un futuro professionista, allora quello è il momento di scegliere di avere una persona che tutela i tuoi interessi legittimi.

Dopo l’esperienza alla Virtus, la Fortitudo, complice il dissesto finanziario dell’acerrima rivale, riesce a strappare il trasferimento al giovane Belinelli, assicurandosi il talento emergente della serie A italiana di Basket. I più la vedono così, quasi come un furto dettato dall’opportunismo, tu come la vedi?

Ora mi fai parlare della cosa più difficile che ho fatto in vita mia, e cioè portare mio fratello dalla Virtus alla Fortitudo! Innanzitutto non si trattava di un furto, ma di una semplice trattativa contrattuale. Ho dovuto fare una scelta importante e fondamentale per la carriera di mio fratello. Ringrazio, e lo farò sempre, persone che hanno contribuito a fare crescere Marco, sia sotto il profilo umano che sotto quello professionale, però era giunto il momento di fare un passo in più per raggiungere un livello superiore e questo era quello che mi garantiva una persona straordinaria come Jasmin Repesa (allora allenatore della Fortitudo Bologna, ndr), e la Fortitudo. Occorreva essere forti, stringere le spalle, fregarsene di tutto e di tutti e pensare solo a se stessi. Ora, a distanza di 6 anni, posso vantarmi di quello che ho fatto, visto lo sviluppo della carriera di mio fratello.

Marco cresce, raggiunge livelli professionistici dagli alti risultati. Enrico? Come sta vivendo la sua contemporanea crescita professionale? Com’è cambiata la tua situazione dai tempi della Virtus a quelli di Belinelli miglior giovane della Serie A Italiana nonché della Nazionale Italiana di basket?

Quando Marco era un ragazzo delle giovanili della Virtus, io ero suo fratello e gli davo una mano, con il passaggio in Fortitudo sono diventato un procuratore sportivo, sono dovuto crescere professionalmente, approfondire maggiormente quello che avevo studiato e soprattutto passare dalla teoria alla pratica. Ho incominciato a lavorare, confrontandomi con la vita. Non ti nascondo che ho preso pure delle ''fregate'' ma queste mi sono servite tanto per imparare il mio mestiere. Fondamentalmente sono una persona onesta e sincera...bene, il mondo del lavoro è l'opposto e, purtroppo, ti puoi fidare solo di pochissime persone. Ovviamente la mia professione è legata a quella di mio fratello , più lui cresce e si afferma come giocatore, più cresce la mia importanza come agente. Naturalmente più lui gioca bene, più io debbo essere competitivo e bravo nella mia professione.

Siamo arrivati al 2007 e finalmente sembra prospettarsi il sogno NBA per Marco, come si è presentato? Come l’hai vissuto? Immagino che sia stata un’emozione non solo per lui come giocatore, ma anche per te come suo procuratore e, ricordiamolo, fratello.

Guarda, sinceramente a me sembra un sogno pure ora...probabilmente tra 12 anni mi guarderò indietro e penserò: ''Cavolo, ma io ho fatto tutto questo?''. Mi trovo a lavorare e a trattare con delle persone che, fino a pochi anni prima, vedevo solo sui giornali...Non ti nascondo che le prime volte ero pure emozionato, però è solo lavoro e io sono qua per fare gli interessi di mio fratello, quindi della notorietà degli altri non me ne importa nulla. L'importante e ciò che conta è che Marco stia bene e che si trovi nelle migliori condizioni possibili per giocare.

Quasi tutti credono che l’NBA sia sorta a sorpresa per Marco che si è visto 18^ scelta del Draft 2007, ma in realtà voi lo sapevate già. Quando è iniziato l’interessamento degli uomini NBA? Come è avvenuto questo passaggio? O meglio, quali sono le tappe che precedono la serata del 28 giugno 2007?

Mi credi se ti dico che l'interesse di franchigie Nba per Marco risale fin dal suo ultimo anno in Virtus? Fin dal 2002/2003 gli scouts di certe squadre hanno iniziato a seguirlo. La notte del 28/06/2007 èstata la conclusione di un lavoro iniziato dal suo trasferimento in Fortitudo nel 2003. L'Nba era il suo obiettivo e l'Nba è stata raggiunta. Purtroppo nel draft 2007 Marco è stato scelto solo con il numero 18 perchè ha dovuto pagare, sulla sua pelle, la disastrosa stagione di Martinelli in Fortitudo. Ti garantisco che se si fosse dichiarato nel 2006, al termine della finale scudetto con Treviso, sarebbe stato scelto nei primi 10. Le tappe che precedono la notte del draft sono tantissime, dai mille colloqui avuti con dirigenti e scouts Nba ai work out che Marco ha dovuto sostenere con le varie franchigie a lui interessate. Per intenderci prima del 28/6 siamo stai a New Jersey, New York, Washington, Detroit, L.A., Phoenix, Houston e Salt Lake City...in 18 giorni!!!!!!

A tuo parere, l’NBA è il campionato adatto per far sbocciare giovani talenti italiani, ma anche europei, cresciuti nel campionato italiano? E in generale, nei campionati europei?

Secondo il mio parere un ragazzo deve prima affermarsi nel proprio campionato nazionale, poi farlo in eurolega e solo quando si è un giocatore da 20 punti a partita in Europa si può considerare l'ipotesi di fare il salto negli States. Ora la moda è quella di prendere un giocatore europeo prima che termini questo iter...ed i risultati si vedono...quanti giocatori, soprattutto slavi, vengono in Nba a 20 anni, perchè attratti dai soldi, per poi ritornare nel vecchio continente dopo un paio di anni? Capisco però che è difficile rinunciare a una simile opportunità e a tanti sodi...soprattutto quando provieni da umili origini.

Presupponendo, ma se sbaglio correggimi, che la scelta di Marco di passare in NBA sia stata ponderata anche sulla base di un confronto con i suoi procuratori, quindi anche con te; se tornassi indietro opteresti ancora per un salto dalla Lega italiana a quella americana o spingeresti Marco verso un altro campionato europeo?

Rifarei tutto quello che ho fatto per portare Marco in Nba. È il livello più alto al mondo e mio fratello merita di starci. Occorre lavorare duramente, essere sempre umili, mandare giù bocconi amari ed avere pazienza ma non ho dubbi sul fatto che possa affermarsi pure negli States.

Ti ringrazio da parte mia e di chi leggerà quest’intervista per la disponibilità e ti auguro un in bocca al lupo per i traguardi futuri tuoi e di Marco.

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mercoledì 5 novembre 2008

OBAMA: tra futuro e passato


PRESENTE

Obama ha vinto (i risultati completi sono nel post precedente), ma sfido chiunque a dirmi che non se lo aspettava. Credete che sia normale parlare di 7 punti percentuali di differenza tra due candidati alle elezioni americane? Forse in Italia sì (visto che si sparano cifre a caso e comunque è plausibile che accada), ma negli Stati Uniti raramente le vittorie sono così schiaccianti. Ma la cosa importante non è l'effetto sorpresa (si perchè com'è vero che molti se lo aspettavano è vero anche che gli stessi ora non ci possono credere), quanto ciò che ci aspetta. Io sinceramente non avevo patteggiato per nessuno dei due per due motivi:
1) Che noi fossimo di destra o di sinistra poco importa, la politica è diversa di paese in paese e che nessuno mi venga a dare del comunista a Obama, per carità.
2) Non vivo in America, non conosco i reali problemi del paese, non posso dunque avere un raffronto su ciò che hanno proposto Obama e McCain con ciò di cui necessità il paese.

FUTURO

Obama ha promesso molto, ma in particolare una cosa: change. Sono curioso di vedere se questo cambiamento significherà far risalire l'economia mondiale o far risalire il cambio dollaro-euro a loro favore, spero la prima, altrimenti non ci conviene tanto questa vittoria di Obama! Scherzi a parte i cambiamenti proposti da Obama sono molti, densi e radicali. Io spero vivamente che questo presidente si accolli le sorti degli Stati Uniti e li guidi verso il risveglio, ma questo senza ignorare l'Unione Europea, perchè è questo il fulcro della crescita: la collaborazione.

PASSATO

Più che passato parlerei di ombre del passato. Sì perchè l'elezione di un afro-americano (e non di un nero, Obama non è nero! Mettetevelo in testa per favore) potrebbe causare la sciocchezza di qualche fanatico o estremista. E questo non è un pericolo ipotetico, in quanto qualcuno ci ha già provato (link). Non vogliamo che Obama sia il nuovo Kennedy, il furore del popolo sembra lo stesso di quegli anni, ma la fine non devve essere quella di Kennedy, la fine gliela si augura il più tardi possibile.

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martedì 4 novembre 2008

USA 2008 in tempo reale

Mediante il seguente widget, al termine del countdown potrete seguire in tempo reale lo spoglio delle schede elettorali e quindi l'andamento della votazione USA fino all'elezione del nuovo presidente. Non è necessario ricaricare la pagina in quanto il widget si aggiorna in automatico.


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sabato 1 novembre 2008

Un codice a barre per il nostro blog


Avete mai usato il Salvatempo alla Coop? Si, quel macchinino con cui leggendo i codici a barre dei prodotti, li aggiungete direttamente alla lista di ciò che state comprando e così alla cassa non dovete fare una fila assurda per pagare. Ora, immaginate un procedimento simile che sia in grado di fornire dei codici a barre ai siti web e che voi, trovando questo codice chissà dove, magari attaccato a una bacheca, siate in grado di leggerlo con il vostro cellulare o palmare per poi essere reindirizzati ad essi e poterli visitare con il vostro web browser. Fantascienza? No. Futuro? No. Presente? Sì!

Questo che vi ho appena descritto è un servizio realmente esistente e fornito da questo sito: link. Il servizio èa pagamento per più di un codice, ma se si vuole creare il codice per un solo sito la cosa è gratuita. Ora vi spiegherò meglio come funziona la cosa, partiamo con questo schema:


Una volta collegati al sito di ShotCode, è possibile registrarsi e poi accedere tramite le proprie credeniali. Fatto questo è possibile iniziare a generare il codice: viene richiesto l'url (indirizzo) del sito/blog e facoltativamente una descrizione, delle etichette che lo definiscano. Una volta generato è possibile salvarlo in formato .eps o .png per poi stamparlo (ideale per chi ha intenzione di spargerlo da qualche parte). A questo punto penseremo "si ma ora io voglio vedere se funziona!". Ebbene sempre nel sito di ShotCode è possibile scaricare gratuitamente il Code reader compatibile con il proprio cellulare (basterà scegliere marca e modello) che, ovviamente, dovrà essere munito di fotocamera. Installato il programma basterà seguire le istruzioni e se tutto sarà effettuato correttamente, si aprirà il vostro browser del cellulare e sarete reindirizzati sul sito corrispondente.

Io ho personalmente creato il mio codice e testato il programma. Esito: tutto funziona alla perfezione. Provare per credere, questo è il mio ShotCode:

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domenica 26 ottobre 2008

Excessive self-esteem!

Vaneggiamenti a parte, ho deciso di celebrare un po il cammino grafico del mio blog in quanto mi ritengo pienamente soddisfatto dei risultati ottenuti in questo ambito (quello che riguarda ciò che scrivo lo lascio commentare ai lettori). Devo dire che sono meravigliato della capacità che ho acquisito nel manovrare e modificare il linguaggio html (alla base di qualsiasi spazio web) per ottenere vesti grafiche ma anche interfacce web sempre più interattive, accattivanti, fruibili.

Ricordo l'inizio, in cui questa piattaforma, blogger, mi appariva come un recinto suddiviso in sezioni all'interno del quale mi limitavo a "farci stare" determinati elementi. Ma nel tempo questo recinto si è aperto sempre più e, con laiuto dell'intuito e del vecchio google, ho potuto raggiungere un grado di libertà molto grande che mi consente una piena personalizzazione del blog. Ma questo lo devo soprattutto alla piattaforma stessa. Sembra un paradosso ma nonostante ti si presenti come un recinto, ti è anche data la possibilità a tuo rischio e pericolo di intervenire sull'html dell'intero blog.

Quindi, grazie a tutto questo, è stato possibile raggiungere l'interfaccia moderna, che assomiglia sempre più a quella di un sito web pur mantenendo lo sviluppo tipico del blog. Ma non pensiate che mi fermerò qui, ho già in mente nuove modifiche, soprattutto per quel che riguarda sfondo e titolo, voglio dare un tocco più web 3d a questi due elementi. Intanto godetevi il nuovo logo:


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venerdì 24 ottobre 2008

O mia bela Madunina


Bella piazza vero? Beh, vi posso dire che è tutto verosimile tranne...IL CIELO! Non so quando è stata scattata questa foto ma...il cielo qua è grigio praticamente 360 giorni l'anno e l'ho constatato di persona (è da Milano che vi scrivo).

Beh, questo post è un saluto-cartolina in tempo reale per tutti i miei lettori. Beh, che dire, vi delizio con un bel proverbio milanese (che non c'entra una mazza):

La bocca l'è minga stracca se la sa nò de vacca

Ciao!

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